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Fragole - Tanta golosità in un frutto PDF Stampa E-mail
Venerdì 07 Maggio 2010 14:33
Fragola, nome scientifico fragaria vesca, che sarebbe come dire "l'odorosa commestibile", sottinteso bacca, naturalmente...Lo sapevate che i suoi frutti sono quelli che tutti scambiamo per semi? La polpa zuccherina è invece costituita dal ricettacolo naturale che si sviluppa e diventa carnoso. Nell'antica Roma per tradizione si mangiava questo frutto alle feste in onore di Adone, alla morte del quale Venere pianse copiose lacrime, che, giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole. E le feste per Adone si tenevano alle idi di giugno; e le idi cadevano a metà mese, in certi mesi al 13, in certi altri al 15 (marzo, maggio, luglio e ottobre). A giugno, quindi, il 13. Quando noi festeggiamo s. Antonio da Padova.

Bene: nella Roma dei Papi, il 13 giugno, le raccoglitrici di fragole organizzavano una festa a Campo de' Fiori, nota a Roma con il nome di Trionfo delle fragole. Al centro delle festa era la preparazione di un grande canestro di circa due metri di diametro nel quale veniva posta una statua raffigurante Sant'Antonio; intorno ad essa le fragolaie disponevano una gran quantità di panierini stracolmi di frutti. Poi il canestro veniva sollevato e appoggiato sulle teste di robusti popolani che da Campo de' Fiori lo portavano in corteo per le vie del centro. Lungo il percorso le fragolaie e i baldi giovani cantavano insieme festosi stornelli in onore di Sant'Antonio e delle fragole. La festa si concludeva con una generale e generosa distribuzione di fragole al popolo. Il trionfo delle fragole alla Rotonda ('la Rotonda', anzi, più esattamente 'la Ritonna' è il nome con cui il popolino romano ha ribattezzato il Pantheon, essendo una chiesa rotonda) è il titolo di un'incisione di Bartolomeo Pinelli del 1822, mentre un'analoga scena in cui le fragolaie raccolgono mance dai loro avventori, portando sulle spalle un'immagine di Sant'Antonio inghirlandata di verde, figura in un acquerello di Achille Pinelli del 1833.

Dato che all'epoca la frutta per il mercato di Roma veniva tutta dai Castelli Romani, non è affatto azzardato pensare che le fragole fossero fornite dai coltivatori di Nemi. Questa festa deve essere stata soppressa a Roma quando il Papa, per l’arrivo dei Savoia nel 1870, si rinchiuse in Vaticano e Roma entrò, per così dire, in lutto; e i produttori devono averla spostata a Nemi, sia come richiamo turistico, sia perché ogni lavoro vuole la sua ricompensa, e c'è sempre una festa del raccolto, ovunque nel mondo, e qualunque prodotto si sia raccolto (le feste della vendemmia, della trebbiatura, eccetera).

Le prime notizie sulla Sagra documentate negli archivi comunali di Nemi datano dal 1922, anno in cui si trova traccia di una delibera dell'Amministrazione per lo stanziamento di fondi necessari ai festeggiamenti e la distribuzione di fragole; e non ci sono spiegazioni ulteriori per le ragioni dell'iniziativa. Questo permette facilmente di arguire che la festa sia preesistente a questa data, e anche ben consolidata nella tradizione cittadina (se l'ipotesi dello spostamento da Roma è vera, erano già 50 anni che si faceva la Sagra).

Ogni anno questa tradizione si ripete la prima domenica del mese di giugno per dare il benvenuto all'estate ormai alle porte.

fonte: www.comunedinemi.it

 

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