| Licciano, Itri - Diciamo la verità |
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| Scritto da Lista “Con Voi” Cardogna Sindaco |
| Venerdì 06 Maggio 2011 14:19 |
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Quando un traguardo che appariva ad un passo svanisce, è comprensibile che si venga pervasi dalla malinconia. Per uno sportivo i momenti successivi alla delusione dovrebbero essere dedicati all’analisi degli errori commessi in gara per evitare di ripeterli.
Il Sindaco Giovanni Agresti, alla fine del suo mandato, ispiratore ed ideologo della Lista “Patto per Itri Futura” con candidato a Sindaco il dott. Giuseppe De Santis, già vice Sindaco, definito nei comunicati stampa dallo stesso Agresti “suo delfino”, invece, ha pensato bene di continuare a sostenere la stessa tattica che l’ha visto perdere la gara, ovvero la credibilità verso i cittadini.
Parliamo di edilizia in cooperativa, di edilizia convenzionata, di “HOUSING SOCIALE” ovvero: Di una grande opportunità per le giovani coppie, per le persone meno abbienti, e oggi di fasce sociali sempre più ampie, di poter concretizzare il sogno di una propria casa; di consentire al Comune di poter disporre di unità abitative da destinare a persone in estremo stato di disagio (sempre più numerose). Tutto questo senza alcun costo per la collettività (anzì con interessante risparmio) e nel rispetto di tutte quelle procedure previste dalle norme vigenti. Norme, procedure e regolamenti che sono stati seguiti scrupolosamente dal dott. Giuseppe De Santis quando, nella prima consiliatura di Giovanni Agresti, ha ricoperto la carica di Assessore all’Urbanistica, e poi applicate dallo stesso Giovanni Agresti in questa sua ultima consiliatura quando ha tenuto per sé la delega all’Urbanistica. In modo molto schematico vengono elencati i vari atti: In data 5 maggio 1998 (Amministrazione con Giovanni Ialongo Sindaco e Giovanni Agresti assessore all’Urbanistica), la Regione Lazio conferiva la somma di lire 537.526.800, a fondo perduto, per la realizzazione di edilizia in cooperativa; seguiva lettera dell’allora Sindaco Giovanni Ialongo di impegno al reperimento delle aree; All’inizio del 2001 - sempre l’Amministrazione Giovanni Ialongo in fase di conclusione - la Regione Lazio diffidava il Comune di Itri ad adempiere all’impegno assunto per il reperimento delle aree; A novembre del 2001 (Sindaco Giovanni Agresti e dott. De Santis Giuseppe assessore all’Urbanistica!) la Regione Lazio sollecitava nuovamente il Comune ad assolvere all’impegno del reperimento delle aree; In data 28 febbraio 2002 l’Assessore De Santis procedeva per la seconda volta, dato che il primo era andato deserto, all’Avviso Pubblico per individuare coloro che volessero, liberamente, conferire il proprio terreno per la realizzazione di edilizia in cooperativa. L’Avviso Pubblico, come previsto dalla legge, prevedeva tutte le condizioni alle quali doveva sottostare chi conferiva il proprio terreno. Al secondo Avviso Pubblico, rispondevano due distinti gruppi di proprietari di terreni siti in località “Licciano” e “Santamaribella”; Successivamente, il Comune convocava tutti i proprietari che avevano aderito all’iniziativa, chiedendo loro di sopperire alla pianificazione. Il Comune avrebbe provveduto all’approvazione del Piano di Edilizia in Cooperativa. I proprietari dei terreni in località “Licciano”, come previsto dalla Legge, si obbligavano a costituirsi in Consorzio per eseguire, prima di qualsiasi edificazione, le opere di urbanizzazione primaria e secondaria a loro totale carico, senza alcun onere per il Comune. Quest’ultimo, quale componente del Consorzio, avrebbe avuto il controllo sulla realizzazione delle opere di urbanizzazione e dell’intero iter amministrativo; L’iniziativa, corredata dalle progettazioni, veniva favorevolmente giudicata dalla Commissione Urbanistica Comunale e pronta ad essere portata in Consiglio Comunale non appena la Regione avesse provveduto al rilascio della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) pervenuta, puntualmente, al Comune nel mese di Luglio 2010.
Cosa c’entra l’iniziativa (partita dodici anni fa) con la non stesura del nuovo PRG visto che la delega all’Urbanistica è rimasta sempre, saldamente, nelle mani del Sindaco Giovanni Agresti? Non è per caso una ritorsione per il fatto che a luglio 2010 si stava discutendo sulla opportunità o meno, per qualcuno, di fare il 3° tratto di Via Cescole con fondi comunali (QUESTO SI CON COSTI A CARICO DI TUTTA LA COLLETTIVITA’!!); tratto di strada che una parte della maggioranza e tutta l’opposizione capeggiata da Italo La Rocca contrastava, ritenendolo non di utilità pubblica ma per gli interessi di qualcuno? Le legittime aspirazioni di chi spera di avere una propria abitazione possono essere sottomesse ai soprusi e all’arroganza di chi vuole nascondere i propri fallimenti amministrativi? Il 15 e 16 maggio Itri chiuderà, definitivamente, con tutti quegli atti di presunzione, arroganza e pressappochismo che hanno caratterizzato l’ultima consiliatura.
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