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Il Comitato Popolare continua con costanza ed impegno ad affrontare il suo ruolo di trait d'union tra amministratori e amministrati, tra le esigenze dei cittadini e le politiche di governo del territorio, a promuovere una partecipazione diffusa che possa dare nuovo slancio allo sviluppo territoriale. La serata di venerdì 3 settembre ha avuto come protagonista e gradito ospite del Comitato il primo cittadino Antonio Raimondi che, all'invito del presidente Antonio Salone, ha risposto con entusiasmo, pronto a raccontare tre anni di amministrazione tra difficoltà e realizzazioni, tra errori e traguardi faticosamente raggiunti.
Con grande chiarezza il sindaco ha reso partecipi i presenti dei primi giorni della sua giunta, di quel grande entusiasmo e di quello slancio al rinnovamento che, dagli impegni della campagna elettorale, volevano tradursi in un cambiamento concreto, in un voltare pagina rispetto alla situazione di stallo del "sistema Gaeta". "Abbiamo pensato di cambiare velocemente Gaeta", questa l'ammissione di Raimondi e uno degli errori, o forse delle "leggerezze", di una giunta con tanta voglia di fare ma, agli inizi, con poca esperienza amministrativa alle spalle. Il tutto reso più difficile da una cittadinanza che, pur avendo votato con euforia il cambiamento, ha alzato polveroni ogni qualvolta l'amministrazione abbia cercato di rinnovare.
Raimondi ha poi cercato, anche sulla spinta dei presenti, di spiegare la situazione economico-finanziaria non rosea delle casse comunali; non ha voluto "incriminare" la precedente amministrazione per "buchi" ereditati, ma ha analizzato una situazione di cattiva gestione delle entrate che va avanti da decenni, durante i quali troppo spesso si sono accesi mutui per coprire spese correnti e sono state fatte valutazioni errate conteggiando come entrate certe anche quelle incerte (es. accertamenti del codice della strada). Basti pensare che nel 2006, nell'ultimo periodo di amministrazione Magliozzi, nel bilancio previsionale le entrate ipotizzate dai soli autovelox, sulla base delle fotografie effettuate, sarebbero dovute essere di 9 milioni di euro; l'anno successivo, durante il commissariamento di Frattasi, le previsioni in bilancio delle entrate da autovelox sono state ridimensionate a 4,5 milioni di euro, la somma che ha poi trovato la neo-amministrazione Raimondi; queste errate valutazioni hanno portato ad avere nel 2008 uno scoperto in cassa di 5,6 milioni di euro (1,8 milioni di euro quello lasciato dalla giunta Magliozzi) mettendo in seria difficoltà il bilancio comunale.
Ma l'amministrazione Raimondi, dopo i primi errori dovuti soprattutto ad inesperienza, è riuscita, grazie ad una più attenta e ponderata analisi delle entrate incerte previste (prima il calcolo si è iniziato a farlo sulle multe effettivamente notificate, ora si mettono in bilancio quelle realmente pagate), ad arginare il "rosso" delle casse comunali ed è stata in grado fino ad ora di rispettare il patto di stabilità.
Ma cosa ha fatto effettivamente fino ad oggi quest'amministrazione? La si è "accusata"di essere in grado di fare solo marciapiedi, e lo stesso Raimondi ha ammesso che questa è una sua idea fissa; la città è soprattutto come si comunica, l'immagine che da di se' e la cura dell'arredo e della struttura urbana sono imprescindibili, soprattutto per la vocazione turistica del nostro territorio. Le villette, gli angoli verdi, le piazzette, l'illuminazione, gli spazi per i bambini contribuiscono a presentare Gaeta nella sua veste migliore e la rendono più vivibile e fruibile anche dagli stessi cittadini; e non dimentichiamo poi il lato più pratico, e cioè, come ha sottolineato il sindaco, che i lavori sulla viabilità (asfalto, marciapiedi, e in parte illuminazione) vengono effettuati con gli incassi delle multe. Ordinaria amministrazione? No, respinge Raimondi; ordinaria amministrazione è coprire un buco, mettere una toppa ad un marciapiede, non rifare da zero; sono lavori di "straordinaria amministrazione" che a Gaeta era ferma da 50 anni.
E le questioni più importanti? Quelle annose che da decenni identificano lo stallo della situazione gaetana? Per la vetreria, ha assicurato Raimondi, si è firmata una delibera di indirizzo che prevede per l'area ex-Avir la creazione di un centro direzionale, di un supermercato di quartiere, di un centro congressi e di alberghi; l'attuale struttura che affaccia su Corso Italia, verrà abbattuta e ricostruita così com'è poichè rappresenta un esempio di archeologia industriale che bisogna preservare. La difficoltà nella gestione della questione vetreria è dovuta soprattutto al fatto che la proprietà è divisa tra società e privati i quali devono necessariamente consociarsi in una cooperativa e presentare il proprio progetto.
Un altro "scempio" urbanistico sono i serbatoi, ormai da anni in disuso, dell'Eni con la quale, ha comunicato Raimondi, l'amministrazione sta per chiudere un protocollo d'intesa che prevede la bonifica di 25 ettari della piana di Arzano, area di giurisdizione del Consorzio Industriale, che saranno poi così ripartiti: 12 ettari e mezzo saranno destinati ad area polifunzionale, 10 ettari alle attività produttive (ottimo spazio retroportuale), 2 ettari e mezzo destinati ai servizi (area in cui si punta alla creazione di una Cittadella dello Sport).
Entrambi questi progetti, se portati avanti con coerenza e decisione, porteranno negli anni a Gaeta nuove possibilità di lavoro e di sviluppo ma, come ha sottolineato Raimondi, "dobbiamo essere convinti che le cose si possano fare"; bisogna combattere l'apatia mentale, servono spirito d'impresa e voglia di rischiare. E' vero, si potrà fare sempre meglio, ogni progetto potrebbe essere pensato in maniera migliore, ma "l'ottimo è nemico del bene" e porta allo stallo, a non fare nulla per ottenere di più; il "male atavico di Gaeta è dire no"...Restiamo aperti alle novità, il cambiamento è crescita, sviluppo...proviamo a crederci.
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