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(AnsIa Press/27 ago 2013) – Strasburgo – Ennesima multa all’Italia per non aver applicato una direttiva europea. Questa volta l’Europa se la prende con l’abitudine, a suo dire “tutta italiana”, di utilizzare il bidet, strumento igienico ritenuto dalla maggioranza degli Stati Membri assolutamente inutile e colpevole di un eccessivo spreco di acqua e di spazio.

“L’Italia si adegui ed elimini tutti i bidet dai locali pubblici e dalle abitazioni private” – ha dichiarato perentorio il presidente della Commissione Europea, Barroso.

L’Italia dovrà pagare all’Europa oltre 50.000 euro di multa per non essersi adeguata alla direttiva.

E non mancano le reazioni politiche alla vicenda.

Per Matteo Renzi “l’abolizione del bidet potrebbe rappresentare un primo passo verso un’Europa che non si senta unita solo dalla moneta”.

Per la Lega invece non si pone il problema: “Per il popolo celtico non é mai stato un problema fare a meno del bidet e noi Padani ci laviamo nelle limpide acque del nostro Po” -  ha dichiarato Calderoli.

  • NOTA di Antonio Salone: ricordatevi una cosa, chi non è informato l'ITALIA si è autodistrutta perdendo la sovranità giuridica, amministrativa e monetaria, cosa vuol dire, una volta firmati i vari trattati siamo finiti nella rete, hanno messo delle Leggi contro la pesca e hanno distrutto l'economia della pesca, hanno messo delle Leggi sull'agro alimentari e la crisi del settore si sente fortemente, hanno messo delle Leggi sulla pastorizia e sui latticini, e il settore arranca. In poche parole i pagliacci al governo di qualunque colore non comandano niente, qualunque cosa viene portato in Parlamento Italiano delle Leggi Europee viene ratificata, MES, FISCAL COMPACT, TRATTATO DI VELSEN, saranno in futuro la fine assoluta della nostra NAZIONE! Grazie pagliacci....

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo[1] e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011[2][3], nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro (art. 3). Esso ha assunto però la veste di organizzazione intergovernativa (sul modello dell'FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.[4]

Il Consiglio Europeo di Bruxelles del 9 dicembre 2011, con l'aggravarsi della crisi dei debiti pubblici, decise l'anticipazione dell'entrata in vigore del fondo, inizialmente prevista per la metà del 2013, a partire da luglio 2012.[5] Successivamente, però, l'attuazione del fondo è stata temporaneamente sospesa in attesa della pronuncia da parte della corte costituzionale della Germania sulla legittimità del fondo con l'ordinamento tedesco.[6] La Corte Costituzionale Federale tedesca ha sciolto il nodo giuridico il 12 settembre 2012, quando si è pronunciata, purché vengano applicate alcune limitazioni, in favore della sua compatibilità con il sistema costituzionale tedesco[7].

Link: Meccanismo_europeo_di_stabilità

Il Patto di bilancio europeo o Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria, conosciuto anche con l'anglicismo Fiscal compact (letteralmente patto fiscale), è un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell'Unione europea[1], entrato in vigore il 1º gennaio 2013.

Il patto contiene una serie di regole, chiamate "regole d'oro", che sono vincolanti nell'UE per il principio dell'equilibrio di bilancio[2]. Ad eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca[3], tutti gli stati membri dell'Unione europea hanno firmato il trattato.

L'accordo prevede per i paesi contraenti, secondo i parametri di Maastricht fissati dal Trattato CE[4][5], l'inserimento, in ciascun ordinamento statale (con norme di rango costituzionale, o, comunque, nella legislazione nazionale ordinaria), dell'obbligo di perseguire il pareggio di bilancio (art. 3, c. 1),[6] l'obbligo per tutti i paesi di non superare la soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% (e superiore all'1% per i paesi con debito pubblico inferiore al 60% del Pil), oltre a imporre una significativa riduzione del debito al ritmo di un ventesimo (5%) all'anno, fino al rapporto del 60% sul Pil nell'arco di un ventennio (artt. 3 e 4). Gli stati inoltre si impegnano a coordinare i piani di emissione del debito col Consiglio dell'Unione e con la Commissione europea (art. 6).

Sebbene sia stato negoziato da 25 Paesi dell'Unione europea, l'accordo non fa formalmente parte del corpus normativo dell'Unione europea

Link: Patto_di_bilancio_europeo

TRATTATO DI VELSEN ( regolamentazione ufficiale di Eurogendfor)

TESTO del trattato di Velsen . E' un trattato firmato all'unanimità (un solo astenuto). In una voce minore , nell'art. 29/3 si dice "I membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimento relativo all'esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all'adempimento del loro servizio" . Si tratta di un trattato senza precedenti. Nel trattato di Velsen , gli uomini di una forza armata non sono più soggetti all'applicazione di sentenze della magistratura dei paesi ... Si tratta di un trattato di portata eccezionale NON VEICOLATO DALL'INFORMAZIONE PUBBLICA .

Viene istituita una forza che può intervenire tra il Regno di Spagna, la Repubblica Francese,la Repubblica Italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica Portoghese. Una delle molteplici "particolarità" è che chi comanda questa forza di fatto sono pesantemente Germania e Inghilterra, ed entrambi non sono soggette a questa forza . E' come se il Sud Europa potesse ricevere un trattamento differente rispetto al Nord Europa . Questo trattato rispetta la costituzione Italiana o potrebbe essere reso nullo ?

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